Uno sguardo, un sorriso.
E le mani si sfiorano.
Ancora.
La pelle fredda d’inverno.
In un tardo pomeriggio,
di nebbia e alberi che si spogliano delle luci di Natale.
Con le labbra secche, un pensiero ti sfiora.
Silenzio.
Gli occhi si specchiano nel tavolino del Caffè.

Mi sei mancata.

Inverno

8 Gennaio 2007


In attesa
di un tempo migliore, più sereno
sto qui, tra un ti amo e pensieri viola
liquidi e stanchi.
Se fosse facile,
vivere sul filo del domani,
saremmo più spensierate
folli e sorridenti.
Aspettando che ritorni il sole
e la primavera a ridarci
certezze e serate piene di noi
ti amo in un tempo buio,
perchè senza di te
morirei -
e là arriverei
comunque.


COSE DA FARE:

- comprare almeno 10 cartucce di nero della stampante, in caso (sempre) rimanessi a secco giusto giusto l’unica volta che ho bisogno disperatamente di stampare un file, “magari” da studiare, magari necessario per il lavoro… magari… subito!

- andare a donare il sangue, essendo del gruppo 0- farei un bel gesto di altruismo; al giorno d’oggi solo il volontariato pensa al prossimo, che tristezza… bei tempi quelli in cui andavo a catechismo eh!

- fare palestra almeno quattro volte a settimana

- fare shopping nei periodi di saldo, non due giorni prima dell’apertura, solo perché so che poi non avrò voglia di ritornare in quel negozio!

- quando faccio le torte per gli amici, magari per cene o momenti simili, se invece di comprare il praparato per torta al cioccolato della Buitoni pronto da infornare, mi arrangiassi… sarebbe la volta buona che imparo a sciogliere i grumi degli impasti!

- comprare la zucca intera invece che già tagliata a cubetti, che costa molto molto molto di più, solo perché è troppo dura da tagliare

- bere due litri di acqua al giorno, sperando di conseguenza di andare in bagno trenta volte, perchè altrimenti non servirebbe a tanto… anzi…

- trovare il coraggio di andare a NY da sola, in vista del prossimo ottobre

- ricordarmi i compleanni, possibilmente non fino al giorno prima e poi, non si sa come ma il giorno fatale pensare a mille stronzate e dimenticarmi la cosa più importante!

- i cereali al mattino… 30g, non 300 come faccio di solito

- coprirmi sempre la pancia anche in estate, essendo molto delicata, per evitare “scagazius” fulminanti!

- preparare il composto di aloe vera, miele e grappa da bere a cucchiaini per portare una ventata di salute in questo corpo che trasuda pandori, noci e torroni

- organizzarmi con le altre per domani pomeriggio, con la revisione della scopa dal meccanico, la riunione al bar con una cioccolata fumante per la divisione delle zone… e a mezzanotte tutte al lavoro!


COSE DA EVITARE:

- bere più di dodici estathé la settimana

- mangiare fuori dai pasti (c’è ancora qualcuno che fa miracoli oggi?)

- comprare dozzine di creme anticellulite costose, maschere per il viso sebo-regolatrici, saponette di tutti i tipi della Lush, fangh e sali del Mar Morto, creme viso di ogni colore, gusto e profumo che poi non so più quale usare

- buttar via soldi per scarpe da trenta euro che appena indossate, ti offrono in comode rate da venti vesciche per piede, una magnifica serata

- urlare spropositatamente in pubblico, a volte sono insopportabile

- fare ricariche da 10 euro sette volte al mese, quando posso farne una e spendere solo cinque euro di IVA invece che il doppio

- lo stesso discorso vale per la benzina, se facessi un maledetto pieno, non dovrei ricorrere al self service in orari notturni in posti sospetti… ogni due giorni

- comprare libri classici quali “L’amante di Lady Chatterly” o “Madame Bovary” o peggio ancora “Le affinità elettive” che servon solo ad arricchire la mia variopinta piccola biblioteca e che non avrò mai né voglia, né tempo di leggerli

- partecipare ad aste su eBay se poi so che non avrò tempo di seguirle fino alla chiusura

- mangiare piadinazze quando in estate finisco di cantare e non riesco ad andare a letto senza qualcosa in pancia – beh, fattela passare!

- fare la maratona dal letto al divano, alla sedia, al divano e ancora al letto in giornate che trasmettono solo malinconia e stanchezza di non far niente

- non fare la stronza quando mi chiedono di cantare una canzone in più, anche se sto lavorando da tre ore

- lasciare la camera in disordine, soprattutto la scrivania, perchè poi quando cerco qualcosa l’unico modo per trovarla è risalire ad un tortuoso percorso mentale di ricordi per cui: “l’ultima volta che l’ho vista?”… ecco non arrivate mai a questo punto, è un consiglio

- spendere più di quel che guadagno

- fare l’abbonamento della palestra per poi lasciarlo sul mobile d’entrata a far la polvere.

Piano e voce [fade out]

2 Gennaio 2007


Whether it’s the sunshine whether it’s the rain
Doesn’t make a difference ’til you complain.
Whether it’s the water coming in from the roof
does it piss you off that you’re not water proof?

Whether you fall means nothing at all
it’s whether you get up…

And you hate the silence as it fills up the room
and there’s not much to say to your blushing groom.
Maybe all eyes are on you as you finish the race
and the world sees you struggling for last place.

Whether you fall means nothing at all
It’s whether you get up…
Riferimenti: Tracy Bonham

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